6 Sep 2010 05:52AM
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Fermato con eroina e cocaina sull’aliscafo, condannato a tredici mesi
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Anche il «Patalano» avrà il manto artificiale
ATTUALITA’
Agenda ischitana
 
GIUSTIZIA
13-3-2010
Un giovane ischitano che dopo la brutta avventura è stato definitivamente recuperato grazie a una comunità terapeutica
Fermato con eroina e cocaina sull’aliscafo, condannato a tredici mesi

La testimonianza del maresciallo Marco Pallante ha confermato che si è trattato di un episodio isolato e che le successive indagini non si sono più imbattute nell’imputato Lauro. Il pubblico ministero nel chiedere la condanna ad un anno e un mese e 2000 euro di multa, ne ha sottolineato proprio questi aspetti emersi in dibattimento. La difesa, rappresentata dall’avv. Giuseppe Di Meglio, ne ha chiesto l’assoluzione ricordando che la sostanza stupefacente rinvenuta era per uso personale e che non vi erano elementi che potessero collegare l’imputato ad una vera e propria attività di spaccio
| Napoli - I fatti risalgono al 25 agosto del 2005, quando il Nucleo operativo dell’Arma dei Carabinieri di Ischia sorprese Luca Lauro in possesso di due tipi di sostanza stupefacente. Venne tratto in arresto e subito dopo l’udienza di convalida dinanzi al giudice per le indagini preliminari la difesa chiese ed ottenne col consenso dell’indagato, di essere trasferito in una comunità di recupero. Da allora il Lauro ha cambiato totalmente stile di vita, ha ripreso a svolgere l’attività di lavoro di un tempo, uscendo dal tunnel della droga e a lasciare definitivamente l’isola. Per quell’episodio datato 25 agosto 2005, il tribunale comunque lo ha dichiarato colpevole del reato a lui ascritto, detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti, e gli ha comminato anni uno e mesi uno di reclusione con la sospensione condizionale della pena. Benefici di legge per la incensuratezza e per un unico episodio che non ha avuto strascichi. Una sentenza con l’applicazione del quinto comma del DPR 309/90. La testimonianza del maresciallo dei carabinieri Marco Pallante ha ripercorso le fasi di questa indagine e del fermo di questo insospettabile che fino a quel momento non era mai entrato nelle indagini antidroga della Benemerita. Così come lo è stato dopo la sua liberazione. Tutte le altre verifiche compiute dagli investigatori non hanno più portato sulle tracce del Lauro. Come tra l’altro ha spiegato il suo difensore di fiducia, avv. Giuseppe Di Meglio, che ne ha descritto la personalità nella discussione proprio per evidenziare che è stato un singolo errore e che non si è mai più ripetuto. Il teste ha spiegato che «nella tarda serata del 25 agosto del 2005 eravamo impegnati in una indagine di polizia giudiziaria e la nostra attività era rivolta al controllo degli sbarchi degli aliscafi e dei traghetti. Erano le ore 19.00 allorquando il Lauro sbarcò e noi eravamo appostati nei pressi in abiti civili. La nostra attenzione venne richiamata dall’attesa allo sbarco di diversi tossicodipendenti che erano disseminati lungo la banchina. Per uno di questi avemmo il sospetto che stesse svolgendo il classico compito di “palo”. L’arrivo del Lauro ci insospettì ancora di più perchè qualche giorno prima era stato controllato avendo avuto su di lui dei sospetti, ma non rinvenimmo nulla di particolarmente interessante. Quando venne fermato subito dopo essere sceso dalla scaletta, la sua reazione fu improvvisa. Una reazione dettata dal tentativo di disfarsi di alcuni involucri di droga che teneva addosso, di cui una parte finita in mare. Il tentativo non riuscì del tutto per la nostra pronta reazione. La perquisizione diede esito positivo, tant’è che addosso rinvenimmo 4 grammi di eroina e 3 di cocaina. Venne dichiarato in stato di arresto e tutti gli altri tossicodipendenti, alcuni di essi vennero identificati». Alle domande della difesa su chi fosse Lauro e se fosse stato un soggetto particolarmente monitorato in quel tempo, il maresciallo dei carabinieri ha spiegato che «non era a nostra conoscenza che fosse un tossico. Dopo quell’episodio non è stato più coinvolto in indagini della stessa natura. Ricordo che svolgeva la professione di portiere di albergo e di lui non ci siamo più occupati». Ad una domanda del tribunale, ha meglio chiarito che «questo è un fatto episodico, non ci siamo più imbattuti in indagini che lo vedevano protagonista in attività legate al possesso o alla cessione di sostanza stupefacente». Il tribunale, nella persona del giudice monocratico Federico Somma, ha dichiarato chiusa l’istruttoria dibattimentale dando la parola al pm per le richieste. «Per la particolarità del caso, per il comportamento tenuto dal Lauro nella fase delle indagini preliminari e dalla circostanza che non è stato più coinvolto in fatti simili, si chiede per l’imputato la condanna ad anni uno, mesi uno di reclusione e 2000 euro di multa per essere stato trovato in possesso di un quantitativo superiore alla dose personale ma comunque di peso superiore al consentito». Dall’altro l’avv. Giuseppe Di Meglio ha ribadito che «siamo di fronte ad un fatto episodico che non ha avuto più strascichi. Quella sostanza stupefacente il Lauro l’aveva acquistata per uso esclusivamente personale. Imbattendosi in questo circuito che lo aveva portato a diventare un vero e proprio vizio, ma mai uno spacciatore. Di fronte a un quantitativo modesto non può concludersi questa vicenda con una sentenza di condanna, anche perché dagli accertamenti eseguiti dai carabinieri nelle perquisizioni svolte subito dopo il fermo, non sono stati rinvenuti elementi tali che possono conclamare il ruolo di spacciatore per l’imputato e soprattutto non sono state rinvenute attrezzature idonee al confezionamento. Di fronte ad un imputato che ha totalmente recuperato e si è allontanato definitivamente dal vizio della droga grazie ad un particolare percorso di recupero in comunità, questo difensore chiede l’assoluzione del proprio assistito che ormai ha ripreso l’attività lavorativa e ha riallacciato i rapporti familiari».

Le fasi dell’arresto
Luca Lauro venne arrestato alla fine di agosto del 2005 dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Ischia, all’epoca coordinati dal capitano Michele Cardone, allo sbarco dell’ultimo aliscafo proveniente da Napoli. Le forze dell’ordine e in particolare gli investigatori dell’Arma avevano in quel periodo posto in atto tutta una serie di attività di controllo proprio per impedire l’arrivo sull’isola di massicce quantità di sostanze stupefacenti, destinate a rifornire il mercato durante il periodo più caldo dell’estate, quando la richiesta aumenta notevolmente. I carabinieri dunque avevano puntato l’attenzione su diversi giovani anche insospettabili, come nel caso dell’ischitano Lauro che era incensurato, ma il cui viaggio a Napoli aveva destato sospetti. Inconsapevole di essere finito nel mirino dei tutori dell’ordine, Luca Lauro si era tranquillamente imbarcato alla volta del capoluogo partenopeo. Ivi giunto, si era recato in uno dei quartieri dove abbondano gli spacciatori e aveva fatto i propri “acquisti”. Avendo cura di fare ritorno a Ischia solo con l’ultimo aliscafo, ritenendo evidentemente che a tarda ora fosse più difficile incappare in eventuali controlli da parte delle forze dell’ordine. Invece i carabinieri erano sul molo ad attenderlo, avendolo già notato quando era partito. L’attesa era stata premiata quando al terminal del porto di Ischia aveva attraccato l’ultimo aliscafo. A quel punto però il Lauro si era accorto della presenza dei militari in borghese, scorgendoli dal finestrino. Nella speranza di sottrarsi al controllo, aveva lasciato che scendessero tutti gli altri passeggeri, rimanendo seduto al proprio posto per diverso tempo. Contando sul fatto che i carabinieri lasciassero il porto non vedendolo scendere. Ma alla fine aveva dovuto decidersi a imboccare la scaletta e a mettere piede sul terminal. In un primo momento gli era sembrato di essersela cavata, non scorgendo più i militari. Che invece, dopo essersi abilmente mescolati alla folla di viaggiatori, erano ricomparsi come dal nulla, circondandolo. Solo allora aveva cercato di disfarsi della droga. Fermato e condotto in un luogo appartato, era stato sottoposto a perquisizione personale. In breve gli investigatori avevano trovato le sostanze stupefacenti acquistate qualche ora prima e celate addosso: 3 grammi di cocaina e 4 di eroina, già confezionati in dosi; un elemento che aveva reso più complicata la posizione del giovane. Condotto negli uffici del Nucleo operativo, Luca Lauro cercava di giustificare il possesso delle dosi dichiarando di averle acquistate per proprio uso personale, per potersele gustare con calma nei giorni successivi. Ma di non avere alcuna intenzione di venderle o comunque cederle a chicchessia. Una giustificazione che al momento non aveva convinto. Notiziato il sostituto procuratore della Repubblica di turno agli affari penali, ne aveva disposto la traduzione nel carcere di Poggioreale. All’udienza di convalida, il giudice per le indagini preliminari Capuano lo aveva però rimesso in libertà, respingendo la richiesta di detenzione in carcere avanzata dal pubblico ministero.



 
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